ITALIA? NO, GRAZIE

Italia? NO, GRAZIE.

Affermazione che per molti sarà troppo forte, per altri troppo stupida, per altri ancora troppo esagerata, ma che per me è la più SENSATA!
Dopo mesi e mesi di ripensamenti finalmente, da ieri, ho una piccola certezza. Per questo devo ringraziare quel social network, Facebook, che ho sempre criticato, considerandolo niente più che un semplice, stupido, passatempo. Invece ieri mi sono imbattuta, giocando proprio su Facebook, nella notizia, che tutti conoscerete, dei professori denunciati per aver letto in classe un passo troppo spinto di un libro sull’omosessualità ma ciò che mi ha spinto a riflettere sono stati i commenti degli italiani.

Sono passati 6 mesi dal nostro arrivo in Canada, mesi difficili da spiegare, mesi in cui si sono alternate tante emozioni alle quali si faceva difficoltà a stargli dietro, sorrisi, grugni, lacrime e ancora sorrisi e rabbia …. fino ad approdare alla triste consapevolezza che la NOSTRA Italia non è quella bellissima nazione di cui tutti parlano.
Perché?
Perché in Italia NON puoi permetterti di essere GAY, LESBICA, di essere NEGRO, di essere di SINISTRA, di DESTRA o CATTOLICO. In ITALIA non sei libero! Qualsiasi cosa tu faccia sarai criticato e giudicato senza che nessuno ti venga mai a chiedere il perché l’hai fatto o l’hai scritto …. sarai giudicato a prescindere, noi ITALIANI siamo cosi, siamo CHEAP direbbero qui!
E non perché qui sia tutto perfetto, assolutamente! In questi pochi mesi ho capito che il detto “TUTTO IL MONDO E’ PAESE” è assolutamente veritiero, con una piccola, ma sostanziale, differenza: qui sei LIBERO di essere quello che SEI.
E se qualcuno a scuola legge passi di un libro in cui si parla di un amore omosessuale va bene così, perché il mondo sta cambiando e se vogliamo andare avanti dobbiamo stargli dietro e preparare le generazioni future ad un cambiamento, che spaventa, ma che dovremmo affrontare. Chiudere gli occhi e rinchiudersi è semplicemente un rimanere INDIETRO ed IO non voglio, voglio andare avanti.
Uno sfogo, il mio, che non servirà a capire se il CANADA è un posto in cui vale la pena vivere, ma spero che serva a rendersi conto che “l’ITALIA è un paese per vecchi” (cit. Dario), mentre il IL CANADA, nonostante le sue contraddizioni, è un paese che ti lascia LIBERO.

 

 

 

 

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Get your chance!

In questo periodo diverse persone dall’Italia ci hanno contattati dicendoci che vogliono partire per il Canada. Anche senza work permit! Ne approfittiamo per parlare di visti e modalità di espatrio in Canada.
Innanzitutto, quando qualcuno ci dice che vuole venire in Canada senza alcun visto rispondiamo: “perchè?” Sappiamo bene che la situazione in Italia è disperata, che non si vede nessuna speranza, che diventa sempre più difficile, se non impossibile, trovare un lavoro e costruirsi un futuro. Ma senza work permit qui le cose non andrebbero meglio. Siete senza permesso? Guardate all’Europa, è grande e non ci sono problemi di visti.
Potete venire qui un mese, due, a vedere che aria tira…forse un lavoro in nero lo troverete, come lavapiatti, cameriere, pizzaiolo o in cucina. Dipende molto dalle vostre prospettive: vi va di essere illegali? Vi va di stare sotto scacco del vostro datore di lavoro? Vi va di non avere nessun diritto? Che differenza ci sarebbe con l’Italia?

Fatta questa premessa possiamo raccontarvi alcune cose con più cognizione di causa. Infatti, pochi giorni fa, siamo stati da un consulente dell’immigrazione. Una donna che ci ha ispirato molta fiducia, è stata paziente, ha risposto a tutte le nostre domande e ci ha tolto qualche dubbio. Dando una nuova prospettiva alla nostra esperienza in Canada.
Non ripeteremo di nuovo quanto sia inutile il Working Holiday Visa ai fini dell’emigrazione (ok…lo abbiamo appena rifatto!)…andiamo al sodo. La consulente ci ha chiesto subito quali sono le intenzioni dei nostri attuali datori di lavoro. Per il momento noi non abbiamo modo di essere sponsorizzati e da qui alla nostra partenza (a proposito…l’8 luglio saremo di nuovo a casa, abbiamo già stilato la nostra top 5 delle cose che vogliamo fare, vedere e mangiare!) non pensiamo che le cose cambieranno.
Ci ha quindi detto che ci sono circa 60 programmi per emigrare in Canada. Non è facile, ma facendosi aiutare da chi queste cose le fa per lavoro forse il programma adatto si trova.
La cosa più semplice da fare, se non si ha uno sponsor, è studiare. Studiando si ha diritto anche ad un work permit con qualche restrizione. Ma è poi più semplice provare a rimanere. Se avete dei risparmi e volete investire, l’idea di studiare in Canada può essere vincente. Purtroppo i costi sono davvero elevati, parliamo di più di 12mila dollari l’anno per frequentare il college o l’università. Ci sono però anche corsi più brevi o corsi di lingua. Con una buona ricerca potreste trovare qualcosa. Potete partire da questi link: www.utoronto.ca (il sito dell’università di Toronto), www.senecacollege.ca (college con molti indirizzi per chi vuole studiare cinema e professioni dell’audiovisivo); www.georgebrown.ca; www.humber.ca
Nei vari siti troverete tutti i corsi organizzati dalle scuole. Durano uno o due anni, ma ci sono anche corsi brevi della durata di qualche mese, una sorta di workshop. Probabilmente potrà interessarvi la sezione (presente in pratica in tutti i college) continues studies.
Oltre a frequentare questi costosissimi corsi, potreste pensare di frequentare un corso di inglese della durata di qualche mese. All’Università di Toronto trovate questo www.english.learn.utoronto.ca ma se continuate a cercate su internet ne troverete tanti altri. Noi abbiamo seguito un corso di inglese alla Hansa School www.hansacanada.com. Non so dirvi se all’Hansa vi aiutano ad ottenere un visto di studio, provate a contattarli, sono molto disponibili.

Visto di studio…per studiare in Canada serve un permesso di studio. Ma grazie ad esso avrete il permesso di lavorare ON CAMPUS senza bisogno di fare un’application per il work permit http://www.cic.gc.ca/english/study/work-oncampus.asp. Ma studiare vi permette anche di richiedere un work permit per lavorare OFF CAMPUS: con questo work permit sarete autorizzati a lavorare fino a 20 ore a settimana durante la sessione accademica, full time durante il periodo estivo http://www.cic.gc.ca/english/study/work-offcampus.asp. Una volta finito il corso di studi potrete chiedere un altro work permit che avrà durata pari a quella del vostro corso di studio fino a un massimo di tre anni http://www.cic.gc.ca/english/study/work-postgrad.asp.

Fate attenzione però, perché le regole cambiano spesso. Nuove regole per gli studenti internazionali entreranno in vigore dal 1 Giugno 2014 http://www.cic.gc.ca/english/study/study-changes.asp.

Speriamo di avervi dato qualche informazione utile. Trovate tutte le info sulle modalità di immigrazione in Canada sul sito governativo http://www.cic.gc.ca/.
Vi consigliamo di affidarvi a chi si occupa di queste cose per lavoro. Noi abbiamo ricevuto assistenza da Italian Canadian Assistance (http://www.icacanadaservices.com/it/), ci hanno dato un’ottima impressione e se mai ci servisse un consulente torneremmo sicuramente da loro.
In bocca al lupo a tutti e a presto!

 

 

La cortesia che non ti aspetti

Dopo esserci resi conto di avere ancora 105 euro nel portafoglio, abbiamo deciso di cambiarli in dollari canadesi quanto prima. Così abbiamo preso l’autobus alla ricerca di una banca o un exchange. Siamo usciti di casa portando con noi i vuoti delle bottiglie di birra, perché consegnandoli  al Beer Store, http://www.thebeerstore.ca, in cambio ottieni qualche monetina.
Perchè non approfittarne?! Aiuti l’ambiente e lui aiuta te.
Usciti dal Beer Store, per non aspettare l’autobus per 13 lunghi minuti (utilissima l’applicazione Rocket Man che indica gli orari dei bus e fa il countdown per ogni fermata) abbiamo deciso di camminare e, dopo pochissimi metri, abbiamo incontrato la TD Canada Trust, una banca che, lo voglio sottolineare, apre alle 8 Am e chiude alle 8 Pm.
Dopo aver chiesto info all’ Help Desk, ci mettiamo in coda per aspettare il nostro turno…… Eccoci finalmente allo sportello, dove, dopo la nostra richiesta di cambio, l’operatore, il ragazzo più cortese e disponibile incontrato fino ad ora, ci chiede da quanto tempo fossimo arrivati  in Canada e per quanto saremmo rimasti. Alla nostra risposta: “We arrived one month ago and we hope to stay in Toronto for 6 months if we find a job” lui gentilmente ha iniziato a darci dei consigli su come ricercare il lavoro, suggerendoci due siti ai quali rivolgerci per maggiori info, www.neighbourhoodlink.org e www.kellyservices.it. Per essere più chiaro ha girato il monitor del pc verso di noi per farci vedere questi siti e, preoccupato del fatto che potessimo non avere internet a casa, ci ha stampato le pagine con i contatti di queste agenzie.

Il perché del nostro stupore? Perchè l’impiegato dopo aver fatto il lavoro per il quale viene pagato, non ha avuto nessuna fretta di mandarci via, anzi era incuriosito da noi, dalla nostra visita in canada e volenteroso di aiutarci.  Forse non dovremmo fare più i paragoni con la nostra Bella Italia, ma voglio ricordare a me stessa che nel BEL PAESE c’è chi NON FA NEANCHE PIU’ IL SUO LAVORO.

Di WHV, frontiere e piccole Las Vegas

E’ quasi un mese che siamo a Toronto. E’ stato un mese impegnativo, tra la ricerca di una casa (non è facile trovare l’appartamento ideale…) e la ricerca di un lavoro…
Come già detto, al nostro arrivo siamo riusciti ad entrare come turisti. Questo ci ha permesso di guardarci intorno, stringere amicizie e contatti, fare qualche colloquio di lavoro. Poi è arrivato il momento di attivare il work permit. I motivi di questa decisione, forse, li scriveremo in un altro post. In questo vogliamo raccontarvi la nostra esperienza alla frontiera.

Martedì sera abbiamo preso la decisione di attivare il WHV. Per attivarlo bisogna uscire dal Canada e rientrare mostrando la lettera di presentazione dell’EIC. Non so perché, ma avevamo un po’ di ansia. Abbiamo sentito storie di persone che hanno avuto problemi e non gli è stato attivato il work permit oppure gli è stato attivato per un numero di mesi inferiore ai canonici sei, avevamo paura di non riuscire a spiegare ai poliziotti americani il motivo per cui volevamo attraversare il confine con gli States…insomma, non abbiamo dormito benissimo martedì notte!
Il modo più veloce per attraversare il confine con gli Stati Uniti è recarsi alle cascate del Niagara. Così abbiamo prenotato un viaggio andata/ritorno su un autobus della compagnia Greyhound (https://www.greyhound.ca). La partenza era prevista per le 12.01, ma siamo partiti con più di mezzora di ritardo. Lo specifichiamo per chi fosse “sbadato” come noi: gli autobus partono dal Coach Terminal all’indirizzo 610 Bay St.
Si arriva alle cascate del Niagara in meno di due ore.
Niagara Falls è un paesino praticamente è costruito appositamente in funzione delle cascate e dei turisti.
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Avvicinandosi alle cascate si arriva in una sorta di piccola Las Vegas, con attrazioni, giostre e casinò!! Abbiamo pensato bene di tralasciare il casinò, abbiamo fatto una passeggiata per fare qualche foto alle cascate e poi ci siamo diretti verso il confine!

Niagara Falls

Per arrivare al confine bisogna prendere il ponte verso gli Stati Uniti e percorrerlo tutto. Noi lo abbiamo fatto naturalmente a piedi. Arrivati nell’ufficio della frontiera non sapevamo bene cosa avremmo detto al poliziotto. Alla fine abbiamo deciso di dire semplicemente che volevamo attraversare il confine per rientrare in Canada e attivare il work permit.

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E’ il nostro turno. Ci chiama il poliziotto, un uomo serio, ben piazzato. Ci chiede dove avremmo passato quel giorno negli Stati Uniti. Noi con tutta sincerità gli abbiamo detto che volevamo solo uscire dal Canada e rientrare subito per attivare il permesso di lavoro. In pratica è prassi comune, davanti a noi c’erano altri ragazzi che facevamo la stessa cosa e prima abbiamo incontrato un ragazzo  che aveva appena attraversato il confine per l’attivazione del WHV.  Quindi due-tre domande di rito ed eccoci di nuovo sul ponte verso il Canada.
Alla frontiera siamo andati nell’ufficio immigrazione, il poliziotto canadese è stato davvero gentile, ci ha fatto qualche domanda e ha risposto a qualsiasi nostro dubbio. Ha risposto anche alla mia domanda “furba” quando gli ho chiesto se questo WHV non potesse durare 12 mesi anziché 6. No, non può durare 12 mesi. Almeno così ci ha detto il poliziotto. Poi forse si può provare a pregarli in ginocchio…ma secondo me non funziona. In ogni caso non bisogna aver paura, i poliziotti alla frontiera non sono cosi cattivi come vengono dipinti. Almeno questa è stata la nostra esperienza, sicuramente non sarà così per tutti.

E così nel giro di 20 minuti ci è stato rilasciato il nostro Work Permit valido sei mesi! Dal 26 di maggio non potremo più lavorare in Canada, a meno che non riusciamo ad ottenere un altro permesso. Ma insomma, per il momento ci accontentiamo di sfruttare a pieno il tempo a disposizione, poi si vedrà!

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Come muoversi a Toronto

Eccoci di nuovo qui! In questi giorni siamo stati impegnati nella ricerca di un appartamento. Quello in cui ci troviamo ora dobbiamo lasciarlo il 30 novembre. Cercare casa non è facile, Toronto è enorme, le distanze sono grandi, gli affitti sono alti.
Questa ricerca, che ancora non è finita, ci ha permesso di visitare diverse zone della città e soprattutto ci ha insegnato ad utilizzare il trasposto pubblico.

Toronto è servita da una fitta rete di trasporti, composta da bus, streetcar (i nostri tram) e subway.
Il servizio è gestito da TTC, Toronto Transit Commission e copre tutta la GTA. Per le zone più lontane dal centro ci sono altre compagnie come GO Transit o Viva.
Imparare ad utilizzare i mezzi di trasporto non è difficile: bisogna tener presente la direzione verso cui ci si muove. Infatti bus, streetcar e subway si muovono seguendo le quattro direzioni Nord, Sud, Ovest, Est. Questo vuol dire che se volete arrivare al centro di Toronto dovete sapere dove si trova rispetto la vostra posizione e prendere l’autobus (o il mezzo che più vi è congeniale) verso quella direzione. Secondo questa logica funziona anche il pagamento del biglietto: se per raggiungere la mia destinazione devo cambiare autobus, ma viaggio lungo la stessa direzione, non dovrò comprare un nuovo biglietto, ma dovrò ricordarmi di chiedere il transfer all’autista (dovrò mostrarlo all’autista del nuovo autobus). Se invece decido di tornare indietro o mi sposto in un’altra fermata a piedi, avrò bisogno di acquistare un nuovo biglietto. Tutto questo nel caso io salissi sull’autobus da una fermata lungo la strada. Se invece mi trovassi in una stazione della subway da cui parte l’autobus che devo prendere non pagherò il biglietto perchè si presume che io abbia già pagato per prendere la subway. In alcune stazioni per prendere i mezzi di superficie bisogna prendere il transfer (ci sono macchinette che li emettono all’interno della stazione).

La subway è il mezzo più comodo da utilizzare. Con le sue quattro linee copre buona parte della città e naturalmente si aspetta l’arrivo del treno nel caldo delle stazioni!! Quindi vi consigliamo di trovare alloggio vicino a una stazione della subway! Aspettare l’autobus inizia a diventare difficile, il freddo si fa sentire e il vento taglia il viso. E siamo consapevoli che questo è ancora niente…quando ci saranno -20°C si che saranno problemi!

Gli autobus coprono tutta la città. In alcune zone però non sono servite molto bene e a volte capita di aspettare il mezzo per un bel po’ di tempo. Soprattutto la sera. Ci è capitato di dover aspettare l’autobus per mezzora! Per fortuna eravamo all’interno di una stazione. Gran parte delle fermate lungo le strade sono munite di una pensilina antivento. Funzionano, all’interno ci si ripara bene dal vento.

I bus arrivano alla fermata e letteralmente si “inginocchiano” per facilitare l’accesso agli utilizzatori. In pratica si inclinano sulla ruota anteriore e raggiungono l’altezza del marciapiede. É una cosa molto comoda per le persone anziane e per chi ha problemi di mobilità.

Inoltre, per facilitare l’intermodalità, i bus sono provvisti di un portabici anteriore su cui possono essere caricate fino a due biciclette. Ma non è raro che incontrare persone che portano le biciclette anche all’interno dei mezzi.

Purtroppo, venendo da una città poco attenta al  trasporto pubblico e al suo potenziamento, non abbiamo termini di paragonare, ma possiamo dire che siamo soddisfatti della rete di trasporto di Toronto. Riusciamo sempre ad arrivare a destinazione, a volte ci mettiamo un po’ di tempo, a volte aspettiamo tanto tempo alle fermate, ma non abbiamo mai avuto grandi problemi. Mai un guasto, mai un rallentamento…

Un’altra cosa molto bella e civile è il servizio Request Stop. Dalle 9:00pm alle 5:00am tutti i passeggeri che viaggiano soli o che si sentono in pericolo possono richiedere all’autista una fermata al di fuori delle regolari fermate del bus!!Infine ciò che probabilmente tutti gli italiani notano è che quando si scende dall’autobus si ringrazia e si saluta l’autista! Lo fanno tutti, ma proprio tutti i passeggeri!!!

Veniamo alla nota dolente: i prezzi! Il trasporto pubblico a Toronto non costa poco!! Il biglietto per una corsa costa 3 dollari. Può essere pagato direttamente all’autista quando si sale sul bus o in stazione. Oltre i singoli biglietti si possono acquistare i tokens, dei gettoni che valgono una corsa, si possono comprare in serie di 3 o di 7 risparmiando qualche dollaro. Il Weekly Pass è un abbonamento settimanale, costa 38,50$. Il Day Pass costa 10,75$ e dura un giorno fino alle 5:30am del giorno successivo all’acquisto. Noi vi consigliamo di comprare subito il Metropass, costa 128,50$ e dura un mese.Tutti gli abbonamenti danno diritto a viaggi illimitati su tutta la rete di trasporto pubblico.

Se non sapete bene se la direzione che avete preso è giusta o quale sia la vostra fermata, non abbiate paura a chiedere all’autista, sono tutti gentilissimi e disponibili! A noi non hanno mai rifiutato un’indicazione e non si sono mai spazientiti quando, per colpa del nostro inglese zoppicante, abbiamo chiesto più volte “sorry…can you repeat please? We are italian…”

Saluti a tutti! Noi abbiamo un autobus da prendere!!!

 

Happy Halloween!!

Al nostro arrivo, il 29 ottobre, è stato come risvegliarsi in un film che ha come protagonisti zucche, scheletri e fantasmi.
Non pensavo che anche in Canada Halloween fosse una festa così sentita. E’ meraviglioso passeggiare nel nostro quartiere e vedere così tante fantastiche case addobbate con zucche, scheletri, fantasmi, lapidi e candide ragnatele che ricoprono i cespugli dei giardini. 
Si, proprio come nei film! e io sono invidiosa di non sentire questa festa tanto quanto loro……ma ora vi saluto, devo andare a comprare la maschera!

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NuovoMondo

Quella di ieri è stata una lunga giornata. Sveglia alle 2. Claudia passa a prendermi alle 3, abbiamo l’aereo alle 6,40. Controlli di routine e decolliamo puntuali. Scalo a Zurigo, abbiamo l’aereo per Toronto alle 10. Partiamo con un’ora di ritardo. Il volo è stato tranquillo, 9 ore di volo superate dormendo, leggendo libri e pianificando la nostra vita futura. Pianificazione che si è fermata alla mia richiesta “domani mangiamo una bistecca grossa così???”

Una volta scesi dall’aereo ci siamo diretti all’ufficio immigrazione. Siamo riusciti a non attivare subito il nostro visto di lavoro, cosicché da avere più tempo per guardarci intorno e vedere cosa succederà. Una volta trovato un lavoro dovremo uscire dal Canada, andando per esempio alle Cascate del Niagara, e rientrare chiedendo l’attivazione del visto. Siamo riusciti a spiegarci con l’ufficiale alla dogana abbastanza facilmente. In ogni caso ci hanno fatto molte domande. Hanno voluto anche sapere quando pensavamo di uscire per attivare il work permit. Naturalmente non ne avevamo idea!!! Abbiamo buttato lì un timido “november?!”

In Canada ci ha accolti la signora Linda. Una mia compaesana che ha ormai vissuto più anni in Canada che in Italia. E’ stata gentilissima, ci ha invitati a cena a casa sua e ci ha poi accompagnati al nostro appartamento.
Ecco, il nostro appartamento è davvero bello! Posteremo qualche foto qui sul blog. La padrona di casa ci è sembrata gentile e disponibile. Finora la rinomata ospitalità canadese è stata rispettata!

Parliamo di cose importanti: la temperatura…fa freddo!!! Non credevamo facesse già così freddo! La sera si scende sotto lo zero. Durante il giorno ci dicono che stiamo tra i 5 e i 10 gradi. Sappiamo che questo è niente…ma bisogna attrezzarsi per tempo!

See you soon!

Canada, così lontano…così vicino.

Manca poco. Davvero poco. Forse manca troppo poco!
Tra meno di due settimane si parte. Precisamente tra 12 giorni. Saremo a Toronto alle 14.10 ora locale.
Ci sono ancora diverse cose da sistemare in Italia. Innanzitutto io dovrei riuscire a consegnare gli ultimi lavori (sono un videomaker e si…giro anche i famosi “filmini di matrimonio”), poi ci sarebbe da comprare la marca da bollo per il passaporto, dovremmo richiedere la patente internazionale e comprare un po’ di abiti adatti all’inverno canadese.
In ogni caso il biglietto dell’aereo è nelle nostre mani, ormai la partenza è certa!
Certo quando pensiamo che ci siamo…beh, ci prende una certa ansia! Però in fin dei conti si tratta di un periodo relativamente breve: siamo consapevoli del fatto che rimanere in Canada oltre la durata del WHV è una cosa molto difficile. Difficile, ma non impossibile!! Siamo ottimisti, ma anche realisti.
C’è però una bella notizia…molto probabilmente avremo un colloquio di lavoro poco dopo il nostro arrivo. Spero nel giro di una settimana. Ma non voglio anticipare altro…non sono scaramantico, ma non si sa mai!!!

Hello, I’m Claudia

Eccomi… Sono la sprovveduta che condividerà con Dario la più bella, spero, esperienza-avventura della sua vita.
A meno 21 giorni dalla data X mi sono convinta a condividere, con chi avrà piacere di leggerle, le ansie, le paure, le speranze e l’adrenalina di chi, come noi, non sa cosa aspettarsi da questo grande passo… No, cosa avete capito?!? Non sto parlando di matrimonio, ma del nostro viaggio oltreoceano!!
Di certo non c’è nulla, neanche un alloggio, ma dopo tanti ripensamenti  abbiamo deciso di affittare un piccolo appartamento, probabilmente un basement, per una quindicina di giorni, il tempo che dedicheremo alla ricerca di un alloggio definitivo.
Tra i tanti siti internet, i più interessanti per noi sono http://www.airbnb.it,  http://www.craigslist.org, http://www.9flats.com con prezzi che vanno dai 500 ai 700 euro per 15 giorni tutto incluso. Ora non ci rimane che sceglierne uno, cliccare su prenota e…  sperare di trovare quanto prima un appartamento a lungo termine più economico e, soprattutto, un lavoro che ci permetta di pagare l’affitto!!!

Working Holiday Visa

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Perché di tanti posti avete scelto proprio il Canada? Questa è la domanda che più frequentemente ci viene posta quando riveliamo la nostra meta. La risposta è semplice: perchè abbiamo ottenuto il permesso di lavoro!

Come siamo riusciti ad ottenerlo? Abbiamo partecipato al programma Vacanza-Lavoro!!

Le regole per emigrare e lavorare in Canada sono ferree. Non è facile ottenere un permesso di lavoro, ma ogni anno l’ambiasciata mette a disposizione per l’Italia mille permessi temporanei di lavoro della durata di sei mesi. Vi dico subito che altri paesi che aderiscono a questo programma hanno il vantaggio che il loro visto dura un anno. Saranno quindi agevolati nella ricerca di un’occupazione…ma non ci facciamo abbattere!!! Siamo fiduciosi!

Ottenere questo visto non è difficile. Bisogna tenere d’occhio il sito dell’ambasciata e non appena aprono le iscrizioni inviare tutta la documentazione richiesta. Meglio muoversi per tempo e richiedere con anticipo tutte le carte richieste, così sarete tra i primi ad inviare le carte (che sono parecchie!). Infatti l’unica condizione necessaria per accedere al programma è che siate tra i primi mille ad inviare la documentazione necessaria. E naturalmente la domanda dovrà essere priva di errori! Possono accedere a questo visto cittadini italiani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Cos’è il Working Holiday Visa?

E’ un permess di lavoro che vi permetterà di lavorare in Canada per sei mesi. Oltre a questo periodo si può rimanere in Canada altri sei mesi come turisti. Naturalmente da turisti sarà assolutamente vietato svolgere attività lavorativa o di volontariato o iscriversi a scuole.

Trovate altre informazioni sul sito dell’ambasciata canadese http://www.canadainternational.gc.ca/italy-italie/experience_canada_experience/index.aspx?lang=ita

Se volete altre informazioni potete chiedere a noi…cercheremo di aiutarvi nei limiti delle nostre conoscenze!!